Le piante aromatiche non sono solo un prezioso aiuto della nostra cucina

Nei rari viaggi che ho fatto – non viaggio con frequenza, ma viaggio, anche se per lavoro, con curiosità e passione- ho avuto piu volte l’occasione di incontrare le spezie, ormai diffuse in tutti i territori, in tutte le culture di tutto il mondo, piu o meno buone, piu o meno sane, piu o meno a buon prezzo.

Ma solo in Francia, il Provenza, ho incontrato una di quelle cose che è un vero patrimonio anche della cucina Italiana : le erbe aromatiche. Quindi continuo a pensare che siano solo una caratteristica di queste due parti del mondo, e devo ancora indagare perché.
Nel giardino della nostra fattoria ne coltivo di diverse specie e diverse tipologie, tanto che alcune sono diventate invadenti . Dopo la pioggia, riempiono di profumo tutto il giardino, mi ricordano le strade arse della Sardegna o della Corsica. Sarebbe un peccato davvero non valorizzare questo patrimonio, perderlo, non utilizzare quanto dovuto il loro originale sapore. Secche o fresche, destano quella sorpresa e risvegliano il palato.

 

Rustiche, resistenti, non hanno bisogno di tanta acqua, tanta cura, tanto ingegno, se ne infischiano, e crescono malgrado me, che a differenza di mio marito sono un po’ più distratta.

L’origano ha il primo premio per la sua resistenza, resiste a freddo e siccità come nessuno.

Il timo è ricoperto da una fitta peluria e sopra di esse in estate sbocciano dei minuscoli fiorellini a spiga rosati di cui le farfalle vanno pazze. E i nostri corbezzoli, disseminati lungo le siepi, sono pianti nutrici per i bruchetti.

 

Ma non hanno solo questo pregio.

Veronica, valeriana, citronella, menta, origano e in generale i piccoli fiori blu, o lilla, o bianchi, sono succulenti pasti per farfalle e api.

Il loro aroma particolare le attira e rendono il nostro giardino speciale.

 

 

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